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LE MAPPE PER STUDIARE

Le mappe sono rappresentazioni grafiche di informazioni e concetti, servono per semplificare processi complessi, rendere evidenti aspetti salienti e importanti, organizzare informazioni, strutturare contenuti e concetti. Esistono diversi tipi di mappe, che si sviluppano in forme differenti, per esempio a raggiera o radiale, ad albero, reticolari ecc., ognuna funzionale a rendere visivamente chiari specifici legami e strutture logiche.

Le mappe più utilizzate per l’apprendimento scolastico sono quelle mentali, concettuali e strutturali.

  • La mappa mentale ha una struttura radiale, i concetti si sviluppano a raggiera a partire da uno centrale e hanno legami associativi o gerarchici. Sono spesso utilizzate nel brainstorming per la generazione di idee, per prendere appunti, per pianificare un testo scritto.
  • La mappa concettuale ha una struttura ad albero rovesciato, gerarchica, in cui i concetti sono organizzati tra loro in base a una gerarchia che va dal generale al particolare, dal concetto più importante a quello meno importante, dalla definizione all’esempio. Sono spesso utilizzate per organizzare i concetti, sintetizzare contenuti, studiare un argomento, pianificare un testo o un’esposizione orale.
  • La mappa strutturale ha una struttura grafica più flessibile, che si adatta al tipo di informazione da rappresentare, e possono svilupparsi in verticale, seguendo un processo gerarchico; in orizzontale, realizzando uno sviluppo temporale o sequenziale; circolare, illustrando una transizione o un processo ricorsivo; reticolare. Sono utilizzate per sintetizzare e mostrare la struttura dell’informazione, per comprendere e studiare un argomento.

Le mappe concettuali “strutturali” infatti rendono visiva l’ossatura dell’argomento, mostrando gli elementi essenziali che ne sono alla base o la progressione di sviluppo di un argomento. Esempi di mappe strutturali sono i diagrammi di causa-effetto o gli organizzatori di sequenze, come quelli usati negli storyboard. 

Le mappe concettuali

Questo tipo di mappa è stata ideata da Novak negli anni ’70 per rendere l’apprendimento significativo, in base alle teorie elaborate da Ausubel (1968) negli stessi anni. Con il termine “mappa concettuale”, coniato da Novak e Gowin (1984), si identificano le rappresentazioni grafiche delle conoscenze, quale mezzo per far emergere i significati contenuti nei materiali da apprendere, poiché obbligano gli studenti a riflettere sulla natura delle conoscenze e sulle relazioni che vi intercorrono, rendendo, appunto, l’apprendimento significativo.  

Le mappe sono quindi strumenti per apprendere: rappresentano un modo per organizzare le conoscenze, interpretare i contenuti, strutturare gli argomenti, selezionare gli aspetti salienti, riconoscere i significati presenti, elaborare in modo personale contenuti ampi individuando gli elementi significativi. A livello visivo la mappa si mostra come una serie di forme geometriche collegate tra loro da frecce o da linee.

Le forme geometriche sono i nodi concettuali, ogni nodo indica un concetto e contiene le parole-chiave. I nodi sono collegati tramite relazioni associative, di solito rappresentate da frecce orientate o da linee di collegamento. Su queste linee o sulle frecce possono essere presenti delle “parole-ponte”, ossia parole, frasi o domande che stabiliscono il tipo di relazione che esiste tra i concetti ed esplicitano i collegamenti. 

Perché studiare con le mappe?

Le mappe sono funzionali a rendere meno difficoltoso l’approccio a un argomento, in quanto consentono di:

  • ridurre il tempo e l’impegno richiesto nel selezionare le informazioni principali, spesso scritte in lunghi testi sul libro;
  • individuare subito gli elementi essenziali da comprendere e memorizzare, prima o durante la lettura del testo o la spiegazione;
  • guidare l’apprendimento e il recupero delle informazioni nelle fasi di studio e ripasso, durante lo svolgimento dei compiti e nelle verifiche.

 L’utilizzo di una schematizzazione visiva permette di sistematizzare e ordinare il processo di apprendimentosfruttando più canali di accesso alle informazioni, tra cui, appunto, quello visivo, sfruttando anche la memoria visiva.

Inoltre, per i bambini e i ragazzi con difficoltà o DSA, mappe e schemi diventano strumenti essenziali perché consentono di compensare le difficoltà di memorizzazione e di recupero di regole e lessico specifico, oltre ad aiutare a segmentare i processi e le procedure, facilitando quindi l’organizzazione delle conoscenze e la sistematizzazione dell’apprendimento. 

Realizzare in modo personale le mappe, o partire da mappe preimpostate, aiuta i bambini e i ragazzi a sviluppare capacità di analisi, sintesi e categorizzazione, favorendo un apprendimento significativo. Infatti, consente al bambino/ragazzo di:

  • rielaborare i contenuti da studiare;
  • collegare le conoscenze nuove con quelle pregresse;
  • individuare le idee chiave;
  • rendere espliciti gli elementi significativi;
  • pianificare le operazioni da compiere;
  • sintetizzare quello che è stato studiato.

 Per elaborare le proprie mappe il bambino/ragazzo è infatti costretto a lavorare in modo attivo sul testo e a compiere operazioni cognitive complesse sui concetti per selezionare, collegare, mettere in relazione e generalizzare i contenuti. Permette, quindi, di acquisire un metodo di studio e di apprendere in modo più duraturo i contenuti proposti.

Oltre che un supporto per lo studio, le mappe concettuali sono strumenti utili a preparare e sostenere presentazioni orali, interrogazioni, argomentazioni, resoconti, per stendere relazioni o temi.

 Serve studiare su mappe fatte da altri? O devono essere mappe personali?

Le mappe sono uno strumento per sostenere l’apprendimento, e renderlo significativo. Realizzare le proprie mappe, partendo dagli argomenti da studiare, è un modo efficace per memorizzarli. Produrre autonomamente le mappe, o partire da mappe preimpostate, come abbiamo visto, aiuta i bambini e i ragazzi a sviluppare varie capacità essenziali all’apprendimento. Tuttavia anche mostrare e far utilizzare ai bambini e ai ragazzi mappe costruite dall’adulto è utile.

È innanzitutto il primo passo per familiarizzarli a questo “linguaggio”, rendendoli consapevoli delle caratteristiche della mappa e di come utilizzarla, avviando quindi un percorso di costruzione della conoscenza su come realizzare mappe realmente efficaci. Creare una mappa non è semplice, richiede di conoscerne il linguaggio e le funzioni, necessita di apprendimenti e presuppone inevitabilmente “errori” soprattutto nelle prime fasi di utilizzo, in un percorso di graduale avvicinamento alla forma più funzionale per rappresentare concetti, strutturare conoscenze e apprendere contenuti.

Non esistono mappe corrette o mappe sbagliate, ma solo mappe funzionali all’obiettivo, in questo caso l’apprendimento. Quello che funziona per un bambino/ragazzo, può non funzionare per un altro.

Per imparare a capire quale tipo di mappa sia più utile ai propri fini, è però necessario conoscerle. Osservare più mappe consente infatti ai ragazzi di scoprire quelle che sono più funzionali per loro, così da capire con quali si trovano più a loro “agio”, quelle che li aiutano maggiormente nella comprensione dei concetti o nella memorizzazione.

Inoltre, le mappe create da altri (l’adulto, l’insegnante, un compagno più esperto) sono modelli competenti, che seguono il ragionamento di chi le ha create e indicano un percorso particolare.

Il ragazzo può partire da queste mappe individuando i punti salienti, le caratteristiche sostanziali e gli aspetti su cui è necessario porre la propria attenzione. Lavorare su una mappa predisposta dall’insegnante o da un adulto competente permette di sapere subito quali sono gli elementi essenziali da conoscere/imparare.

Anche la strutturazione delle relazioni gerarchiche tra i contenuti segue il ragionamento dell’autore della mappa. Per molte discipline, questo è relativamente univoco: per esempio, gli elementi del verbo sono sempre gli stessi, così come le formule per calcolare il perimetro o l’area delle figure geometriche, indipendentemente dalla strutturazione della mappa o dello schema scelto, come anche nel caso dei passi da seguire per risolvere un problema o per svolgere l’analisi grammaticale di una frase. Per questo è anche utile che i ragazzi utilizzino le mappe e gli schemi e li adattino alle loro esigenze o le replichino arricchendole con gli elementi che sono loro utili per la memorizzazione, come immagini evocative, esempi significativi, altri colori.

Ogni materiale può essere adattato alle esigenze specifiche del bambino/ragazzo, aggiungendo celle e nodi, colori, immagini significative ed evocative, creando una propria leggenda personale di figure e colori, così da personalizzarlo in modo che sia funzionale alla memorizzazione e alla rievocazione. 

Le mappe concettuali sono utili anche per gli insegnanti?

Le mappe concettuali e strutturali sono strumenti utili anche per l’insegnante. Come prima cosa, per insegnare ai ragazzi a creare in modo autonomo mappe efficaci è indispensabile saperle realizzare, quindi è necessario conoscerle e usarle. Ma non solo. Le mappe assolvono a numerose funzioni, che consentono di rendere il processo di insegnamento/apprendimento significativo e motivante.

Alcuni dei possibili modi in cui gli insegnanti possono sfruttare le potenzialità delle mappe sono illustrati di seguito.

  • Programmare l’apprendimento disciplinare.
  • Esplorare le preconoscenze degli studenti. Chiedere ai bambini o ai ragazzi di realizzare una mappa su un contenuto che verrà presentato, permette di individuare le aree da cui partire nella successiva trattazione, gli aspetti su cui sono presenti misconcezioni, così da correggerle e fornire informazioni corrette, i collegamenti da proporre e gli agganci di contenuto da utilizzare per sostenere la motivazione degli alunni.
  • Promuovere la riflessione metacognitiva negli allievi e quindi stimolare il ragionamento sull’argomento presentato.
  • Creare conoscenze condivise e partecipate. Lavorare insieme agli studenti e costruire una mappa su un dato argomento permette di creare conoscenze corrette, condivise e partecipate. Produrre mappe condivise, analizzare mappe create dai singoli o da piccoli gruppi, rivederle e correggerle, consente di condividere i significati e di realizzare un processo di rielaborazione funzionale alla comprensione e all’apprendimento.
  • Presentare una singola lezione o una serie di lezioni relative a un argomento, fornendo degli anticipatori che attivino le preconoscenze degli allievi e che guidino la loro attenzione sugli aspetti salienti da seguire durante la presentazione dell’argomento.
  • Monitorare i progressi nell’apprendimento, confrontando le mappe prodotte dai bambini e dai ragazzi all’inizio della presentazione e dello studio di nuovo argomento con quelle prodotte alla fine del percorso, così come tra quelle prodotte all’inizio dell’anno scolastico con quelle realizzate alla fine.
  • Monitorare quanto è stato compreso dagli studenti, così da adattare e modificare le proprie spiegazioni e le lezioni in base a quanto necessario agli alunni.
  • Valutare le competenze degli studenti, chiedendo di realizzare delle mappe sull’argomento oggetto della verifica o di completare mappe con i concetti mancanti.

Per approfondimenti si veda: Il diario delle regole di Italiano, Firenze: Giunti EDU.

diada


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